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23 Feb 2026

Il colore in fotografia digitale: teoria tricromatrica, RGB e mescolanza additiva

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La teoria tricromatica o teoria di Young-Helmholtz

Già nel 1802, Thomas Young ipotizzò la teoria secondo la quale i nostri occhi avevano tre tipi di fotorecettori sensibili ai tre colori rosso, verde e blu. Fu Hermann von Helmholtz a perfezionarla cinquant’anni dopo. Come abbiamo detto nel precedente articolo, nel 1964 la teoria fu definitivamente confermata da esperimenti.

La luce bianca è composta da tutte le radiazioni dello spettro visibile, più semplicemente possiamo dire da tutti i colori spettrali. Ma per via del tricromatismo, percepiamo bianca anche una luce composta da tre soli colori primari, rosso, verde e blu, esattamente come avviene nei monitor. E non vale solo per il bianco: variandone le intensità, con i tre colori primari otteniamo quasi tutti i colori che il nostro sistema visivo è in grado di percepire.

RGB

La mescolanza (o sintesi) additiva dei colori

I colori primari possono essere di due tipi: illuminanti, quando abbiamo a che fare con monitor e display a colori, oppure pigmenti, quando si tratta di stampe.

La mescolanza additiva di cui stiamo parlando si basa sugli illuminanti e sui colori primari rosso, verde e blu (in inglese red, green e blue, da cui l’acronimo RGB). Su di essa è basata la riproduzione del colore in monitor, display ecc.

In una stanza buia, su una superficie bianca proiettiamo tre spot di luce rossa, verde e blu di pari intensità.

Dalla sovrapposizione della luce rossa e quella blu otteniamo luce magenta, dalla blu e quella verde otteniamo luce color ciano, mentre verde e rossa danno origine a luce gialla.

Ma ciò che ci interessa particolarmente è che dalla sovrapposizione dei tre illuminanti (della stessa intensità) otteniamo luce bianca.

Variando le intensità dei tre illuminanti otteniamo gran parte dei colori che possiamo percepire. Ed è così che funzionano monitor e display.

Ogni pixel è suddiviso in tre sub-pixel. Dal monitor partono tre illuminanti singoli per ogni pixel, ma sono così piccoli che non riusciamo a risolverli (non li distinguiamo singolarmente) e sulla retina si fondono in un unico colore.

pixel

 

 

Immagine di copertina: PickPick

Sergio Nuzzo
Sergio Nuzzo
Tecnico elettronico, ha iniziato la carriera lavorativa nell’ambito della strumentazione scientifica, lavorando per due delle più importanti aziende a livello mondiale, in veste di Field Service Engineer. Dal 1994 è Collaboratore Tecnico dell’Istituto per i Processi Chimico-Fisici, sede di Bari, del Consiglio Nazionale delle Ricerche.Fotoamatore fin da giovanissimo, sviluppa particolare interesse per la scienza e la tecnologia della fotografia digitale. Grazie alle conoscenze acquisite con i suoi studi, con l’autorizzazione del suo Ente, ha collaborato con un’importante azienda del settore fotografico, tenendo corsi e lezioni aperte per fotografi professionisti.
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