Sapere Scienza

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NEWS - Mente & Cervello

Dietro i banchi di scuola come nei nostri uffici continuiamo a renderci conto che ciascuno di noi percepisce la realtà in maniera differente e riesce ad acquisire nuove conoscenze con approcci molto diversi. Da decenni pedagogisti e psicologi cognitivi classificano questa serie di modalità di studio come stili di apprendimento. Cosa sono? È proprio vero che ognuno di noi adotta uno specifico stile di apprendimento e che solo quello può risultare vincente nella propria esperienza? Un nuovo studio pubblicato su Anatomical sciences education - e di cui parla un articolo di Scientific American - sembra scardinare questa concezione che per molti anni è stata usata e abusata nella costruzione dei programmi scolastici americani ma anche italiani.

Copiare dei file da un dispositivo all’altro, eseguire un backup, trasferire dati in un cloud. Ci succede tante volte di spostare una memoria. E se questo potesse accadere anche tra esseri viventi? Gli scienziati della UCLA - University of California di Los Angeles sono riusciti a far questo in un esperimento effettuato su delle lumache marine. Scopriamo insieme le fasi e i risultati dello studio pubblicato su eNeuro.

Chi conosce Matrix, la pellicola di fantascienza del 1999, ricorda come i protagonisti vivessero e agissero in un mondo virtuale grazie a una neuro-simulazione e come la stessa tecnologia venisse adoperata per insegnare loro nuove nozioni per sopravvivere nella realtà costruita dalle macchine, oramai padrone assolute del Pianeta. Poter inviare delle informazioni direttamente in alcune zone del cervello potrebbe aiutare chi per un ictus, una malattia o un grave incidente, ha perso la funzionalità di alcune aree, scavalcandole e trasmettendo segnali solo verso parti ancora sane. Questo è ciò che stanno sperimentando i ricercatori dell’Università di Rochester.

Attacchi di fame nervosa. Molti li hanno sperimentati ma solo in alcuni casi sono legati a una condizione patologica. Se si potesse controllare questo meccanismo per evitare gravi patologie? Scientific American ne ha parlato in un articolo dedicato al lavoro portato avanti dal neurochirurgo Casey Halpern della Stanford University e pubblicato su Proceedings of the National Accademy of Sciences nel dicembre scorso.

In principio era il modulatore d’umore Penfield. Chi di voi ha letto “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, il romanzo di Philip K. Dick da cui è stata tratta la pellicola “Blade Runner”, sa di cosa stiamo parlando: uno strumento in grado di modificare gli stati d’animo di una persona in maniera piuttosto precisa e codificata. Ciò che era fantascienza ora potrebbe divenire realtà.

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copertina   marzo-aprile 2018

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