Sapere Scienza

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RUBRICA - Scienza e beni culturali

Le sue ossa sono state scoperte nella seconda metà dell’Ottocento, all’interno delle grotte di Eyzies, in Dordogna: un uomo di Cro-Magnon, vissuto circa 28.000 anni fa. Dopo tutti questi anni i ricercatori, supportati dalle moderne tecniche di analisi medica e forense, hanno esaminato il suo cranio e scoperto molto non solo del suo aspetto ma anche del suo stato di salute. Uno straordinario studio che ha meritato la pubblicazione sulla prestigiosa rivista The Lancet.

Alcuni dei segreti del processo creativo e del modus operandi di Picasso sono stati rivelati attraverso tecniche appartenenti ad altre discipline: medicina e geologia hanno prestato - ancora una volta - le proprie tecnologie allo studio della storia dell’arte. Questo perché "gli strumenti sono gli stessi, le domande sono differenti" come spiega Francesca Casadio, direttore esecutivo di Conservazione e Scienza per l’Art Institute di Chicago, nell’articolo pubblicato nella sezione Scienza del New York Times, dedicato all’indagine su un dipinto e circa cinquanta statue del genio spagnolo.

Come si può analizzare un dipinto straordinariamente famoso e importante senza che il pubblico del museo e, soprattutto le sue casse, ne risentano? Un’ottima risposta a questo quesito è stata data dai curatori del Mauritshuis, a L’Aia, in Olanda, lasciando sotto i riflettori La ragazza con l’orecchino di perla nel bel mezzo di un’approfondita campagna diagnostica.

Molte volte abbiamo paragonato il lavoro d’investigazione che osserviamo con il fiato sospeso in molte serie poliziesche a quello svolto dagli archeologi, che raccolgono indizi, interpretano tracce, mettono insieme i pezzi di una storia avvenuta in un passato remoto. Mai come questa volta, però, i metodi utilizzati sono simili a quelli adoperati nelle attuali scene del crimine. Le analisi forensi si mescolano all’archeologia sperimentale per un very cold case: freddo perché risalente a 14.000 anni fa ma anche perché il luogo di cui parleremo sono le gelate lande artiche.

Questa volta non ci riferiamo a quella emotiva ma alla forza fisica, muscolare. Uno studio pubblicato su Science Advances arricchisce la conoscenza del ruolo e del lavoro svolto dalle donne nel Neolitico. Per far questo le ossa di donne che hanno vissuto in Europa Centrale, dalla Preistoria al Medioevo, sono state confrontate con quelle di atlete viventi. I risultati mostrano quanto l’apporto femminile sia stato fondamentale nell’evoluzione della società.

Fino a ora, nella storia dell’evoluzione umana, sono stati gli Homo sapiens a detenere il primato dell’arte e della capacità di astrazione: studi e ritrovamenti attribuivano loro quelle capacità manuali e cognitive in grado di dare vita a una scintilla creativa che, dalla preistoria ai giorni nostri, non si è mai spenta. Due articoli appena pubblicati su Science e Science Advances retrodatano l’origine della pittura che, contrariamente alle aspettative, sembra essere un primato degli uomini di Neanderthal.

Eteree e decadenti, belle e spaventose, sofferenti e immortali. Sono le cere anatomiche, una delle espressioni più chiare e affascinanti del connubio tra arte e scienza e di quanto la prima possa supportare la seconda. In Italia sono molte le collezioni che conservano questi delicati manufatti, la cui storia ha inizio lontano da noi nel tempo e nello spazio.

Tra le verdi e fitte foreste del Guatemala, per secoli, sono state nascoste le rovine di una civiltà di cui, fino a ora, probabilmente, conoscevamo ancora pochissimo. Queste sono le rivelazioni dei ricercatori impegnati nel progetto triennale “PACUNAM LiDAR Initiative” che ha come obiettivo la mappatura di 14.000 chilometri quadrati di bassopiani guatemaltechi. La prima fase si è già mostrata ricca di svolte, tutto grazie a una strumentazione “presa in prestito” dalla geologia.

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copertina   marzo-aprile 2018

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